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mar 1 feb
 

ECCO I VINCITORI DEL BANDO SPRING

Gocce - rituale di comunità di Federica Loredan e Arcipelago di Pablo Andres Tapia Leyton. Sono questi i titoli dei progetti vincitori del bando Spring, nuovo progetto di Oriente Occidente in collaborazione con Gaia Clotilde Chernetich che intende dare sostegno a progetti coreografici inediti sui temi di identità e viaggi, non solo con un supporto economico ma anche e soprattutto con un accompagnamento formativo che verrà costruito ad hoc sulle singole esigenze.

Dopo un'attenta valutazione dei 96 progetti che si erano candidati per il bando, la commissione - composta dal direttore artistico di Oriente Occidente Lanfranco Cis, dalla dramaturg Gaia Clotilde Chernetich e da Denis Isaia, responsabile settore arte contemporanea del Mart - ha selezionato i due vincitori.

Gocce - rituale di comunità | Federica Loredan

di Federica Loredan
con Giulia Mucchi, Chiara Gilioli, Giorgia Ponticello, Federica Loredan
con il supporto di Resistere e Creare/Teatro della Tosse/Balletto Civile

Questa creazione che nasce da una ricerca storica, sociale, antropologica. La figura della lavandaia prende vita nell’intreccio tra una danza di impatto e fortemente iconica come la street dance, una tecnica antichissima come la Body music, composizioni ritmiche originali e tradizionali, gesti rituali.
“È una figura alchemica”, che trasforma ciò in cui gli altri non vogliono immergere le mani. Incarna il parallelismo metaforico tra pulizia esteriore e pulizia interiore. “Lava le memorie della gente”. Strettamente legata al fiume e al simbolismo dell’acqua, elemento primordiale e femminile per eccellenza. Da Les Legendes Rustiques di G.Sandes agli studi di Yvonne Verdier, sono molti i testi che raccontano di un saper fare, di un immaginario, di usanze, simboli, che attribuiscono a questo mestiere dei poteri: accompagnare le tappe della vita nei momenti di passaggio (nascita e morte), arti divinatorie, saper rigenerare in accordo con i cicli della natura.



Arcipelago | Pablo Andres Tapia Leyton

di Pablo Andres Tapia Leyton
con Lucia Sauro, Chiara Marolla

Un arcipelago per definizione è l'insieme di isole che condividono una morfologia affine. Riconoscere, osservare e attraversare, sono le azioni concrete che permettono la scoperta di queste terre. Partendo dal disegno e dalla collocazione spaziale della propria isola, il progetto utilizza queste tre azioni come principio di movimento, sviluppando l’emergere e la sottrazione degli elementi morfologici del luogo nella misura in cui si ripercorrono, determinando l'esecuzione e il vissuto dei corpi. Un'isola è un'identità. Questa caratteristica è il mezzo che ci permette di apprezzare i “luoghi” comuni. La testimonianza, la penetrabilità e Il ricordo sono le possibilità d'incontro, l'istante in cui si aderisce alla contemplazione di un paesaggio ruvido, ovvero pregno di residui con i quali identificarsi. La costruzione scenica è il viaggio dalla realtà oggettiva alle più antiche reliquie.